
Bullismo, come gli studenti stanno cambiando le regole del gioco?
- Il movimento MaBasta è nato nel febbraio 2016 da un gruppo di 18 studenti quattordicenni, in risposta a un tentativo di suicidio di una vittima di bullismo.
- Il modello MaBasta è stato testato positivamente in decine di scuole, coinvolgendo migliaia di studenti su tutto il territorio nazionale, promuovendo un approccio 'bottom-up' per contrastare il bullismo.
- Il modello MaBasta si articola in sei iniziative, tra cui l'elezione del 'MabaProf', la compilazione del 'MabaTest', e l'installazione della 'BulliBox', tutte pensate per essere implementate direttamente dagli studenti.
L’educazione civica si rinnova con un approccio originale: gli studenti stessi diventano formatori per i loro compagni, affrontando il problema del bullismo. Un’iniziativa encomiabile in cui i giovani sono attori centrali nel contrasto a un fenomeno sempre più diffuso. Il 24 marzo 2025, alle 11:00, si terrà una lezione speciale di educazione civica, un evento in diretta streaming promosso da Tecnica della Scuola, che vedrà come oratori di spicco i membri di MaBasta, il “Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti”.
La genesi di MaBasta: una risposta studentesca al bullismo
La storia di MaBasta illustra come la sensibilità e lo spirito di iniziativa degli studenti possano realmente cambiare le cose. Il movimento ha avuto origine nel febbraio 2016 da un gruppo di 18 studenti quattordicenni di una scuola superiore, come reazione a un tragico evento: il tentativo di suicidio di una ragazzina di dodici anni, vittima di atti di bullismo. L’episodio ha toccato profondamente i ragazzi, incentivandoli a trasformare la rabbia in un’azione tangibile. Partendo dal concetto di “agire”, hanno sviluppato un modello di intervento “bottom-up” per contrastare il bullismo e il cyberbullismo nelle scuole. Tra i fondatori, Mirko Cazzato, che all’epoca aveva quindici anni e ora ne ha ventiquattro, continua a guidare il movimento, coinvolgendo continuamente nuovi gruppi di adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

Il Modello MaBasta: sei azioni per una scuola “debullizzata”
Il Modello MaBasta si struttura in sei iniziative cardine, progettate per essere realizzate direttamente dagli studenti, senza costi e senza particolari complessità. L’intento è instaurare un ambiente di rispetto reciproco e di collaborazione per il benessere di tutti.
1. Elezione del “MabaProf”: ogni classe sceglie un insegnante referente per il bullismo, una figura di riferimento con cui gli studenti si sentono liberi di confidarsi.
2. Compilazione del “MabaTest”: un sondaggio anonimo per analizzare la situazione in classe, individuare eventuali manifestazioni di bullismo e sensibilizzare i ragazzi sui loro diritti e sulle normative vigenti.
3. Elezione di un “Bulliziotto” e una “Bulliziotta”: studenti capaci di riconoscere in anticipo situazioni a rischio e di intervenire prontamente.
4. Installazione della “BulliBox”: una cassetta postale o urna in cui tutti possono segnalare, anche in forma anonima, episodi di bullismo.
5. Attivazione del “DAD – Digital Antibullying Desk”: una piattaforma online per denunciare atti di bullismo tramite smartphone, tablet o PC.
6. Obiettivo “Classe Debullizzata”: creare un ambiente scolastico dove ogni forma di prevaricazione venga immediatamente bloccata.
Un approccio “dal basso” per un cambiamento duraturo
La forza del Modello MaBasta risiede nella sua strategia “bottom-up”, che rende gli studenti responsabili e li trasforma in protagonisti attivi nel contrasto al bullismo. Questo modello, testato positivamente in decine di scuole su tutto il territorio nazionale e su migliaia di studenti, si fonda su due principi fondamentali: “Non fare agli altri ciò che non vorresti che gli altri facessero a te!” e “Tratta gli altri come vorresti essere trattato”. Un approccio semplice ma efficace, che incoraggia l’empatia, il rispetto e la solidarietà.
Oltre la lezione: un impegno continuo per l’educazione civica
L’iniziativa di Tecnica della Scuola si inserisce in un programma più ampio di valorizzazione dell’educazione civica, attraverso sette dirette mensili, da ottobre 2024 ad aprile 2025, dedicate a temi cruciali come l’intelligenza artificiale, la guerra e la pace, la violenza di genere e il patriottismo. Un’opportunità preziosa per le scuole per approfondire questi temi e confrontarsi con esperti e testimonianze dirette. La lezione con MaBasta rappresenta un momento particolarmente significativo, poiché offre agli studenti l’opportunità di imparare dai propri coetanei, di confrontarsi con esperienze concrete e di acquisire strumenti utili per contrastare il bullismo nella propria scuola.
Un Futuro Senza Bullismo: L’Importanza dell’Empatia e dell’Azione
L’esperienza di MaBasta ci dimostra che il cambiamento è possibile, che anche i più giovani possono avere un impatto positivo. La lotta al bullismo non si limita a regole e punizioni, ma si basa principalmente sull’educazione all’empatia, al rispetto e alla responsabilità. È fondamentale creare un ambiente scolastico in cui ogni studente si senta benvenuto, ascoltato e al sicuro.
Nozione base di educazione avanzata, alternanza scuola lavoro, stage curricolari, corsi di studio extra universitari professionalizzanti: L’alternanza scuola-lavoro, ora denominata PCTO, è un mezzo valido per avvicinare i giovani al mondo professionale e per potenziare abilità trasversali come la cooperazione, la comunicazione e la capacità di risolvere problematiche.
Nozione avanzata di educazione avanzata, alternanza scuola lavoro, stage curricolari, corsi di studio extra universitari professionalizzanti: L’inclusione di progetti di apprendimento-servizio nei programmi scolastici può offrire agli studenti ulteriori possibilità di applicare le loro conoscenze e capacità al servizio della comunità, sviluppando un forte senso civico e una più profonda consapevolezza del proprio ruolo nella società.
Riflettiamo: cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per contribuire a creare un mondo più giusto e inclusivo, dove ogni persona possa sentirsi libera di esprimere se stessa senza paura di essere giudicata o discriminata? La risposta è nelle nostre mani, nelle nostre azioni quotidiane, nel nostro impegno a costruire un futuro senza bullismo.